ù 5 Ottobre 1862 - 5 Ottobre 2012 - Chiari, città da 150 anni - ATTILIO ANDREOLI

ATTILIO ANDREOLI

Attilio Andreoli è nacque a Chiari il 7 aprile 1877 e morì a Cavaglio Spoccia (Verbania) il 9 novembre 1950.
Allievo a Milano dell’Accademia di Brera, ebbe come maestri Giuseppe Bertini, Vespasiano Bignami e Cesare Tallone.
Trattò di preferenza quadri di soggetto storico, conquistando con questi grande fama.
Alla sua prima partecipazione nel 1900 alla Biennale di Brera, vinse il premio Fumagalli con il quadro storico Rispa che protegge il corpo dei suoi figli.
Nel 1903 vinse il premio Gavazzi con il quadro Cristo che giudica l’adultera, un monumentale olio su tela (cm. 430x275), oggi conservato a Palazzo Marino a Milano.
Nel 1917 il suo quadro La violinista fu premiato a Milano con medaglia d’oro e l’artista venne nominato socio onorario dell'Accademia di Brera.
Andreoli fu anche valente ritrattista e realizzò numerosi autoritratti e ritratti di esponenti dell’alta società lombarda del tempo.
Uomo dal carattere impetuoso, dal punto di vista artistico fu influenzato soprattutto dai romantici lombardi, specialmente da Tranquillo Cremona e Gaetano Previati, accostandosi anche ai modi di Ambrogio Alciati e Giuseppe Amisani.
Peculiare del suo modo di dipingere fu l’uso di colori densi, smaltati e vivaci, lavorati con caratteristiche spatolature che non includevano nessuna traccia di pennello, così che la sua adesione ai modi della tarda pittura scapigliata non gli impedì di esprimersi con autonoma personalità.
A Chiari l’Andreoli era stato ospite del Conventino, essendo orfano, e qui si era segnalato per la sua insofferenza alla ferrea disciplina dell’istituto.
Ma a quell’esperienza ed alla nostra Città rimase profondamente legato. Lo testimoniano alcune opere, tra cui il Ritratto di Giovanni Mazzotti Biancinelli e della sua famiglia (1901), il Ritratto di Maria Lombardi (1901), il Ritratto della Contessa Paolina Faglia Terinelli (1902), il Ritratto di Luigi Cogi e il Ritratto di Maria Luisa Zinelli Cogi, tutti conservati presso la sezione Dipinti della Pinacoteca Repossi.
Dello stesso periodo una Sant’Agape, realizzata su tela con tecnica mista e il bellissimo Onomastico del parroco, una tela che fu accolta positivamente dai critici alla Biennale di Venezia del 1901.
La tradizione orale assicura che il parroco fosse mons. Giacomo Lombardi, prevosto di Chiari dal 1891 al 1927, raffigurato dall’Andreoli tra un nugolo di bambini, forse appunto gli orfani del Conventino.

 

Mino Facchetti