ù 5 Ottobre 1862 - 5 Ottobre 2012 - Chiari, città da 150 anni - AUGUSTO PELLEGRINI

AUGUSTO PELLEGRINI

Nato a Fucecchio il 26 giugno 1877, studiò medicina a Firenze, ottenendo la laurea nel 1903 col massimo dei voti. Venne subito accolto dal professor Burci come assistente nella Clinica Chirurgica di Firenze e come redattore della rivista La Clinica moderna.
Nel 1906 lasciò la Clinica Chirurgica, perché chiamato a reggere il posto di chirurgo primario degli Ospedali Riuniti di Città di Castello.
Tramite concorso divenne chirurgo primario e direttore dell’ospedale Marrani e lo stesso istituto lo nominerà chirurgo benemerito nel 1913, per l'ottimo servizio prestato.
Nel 1910 ottenne la libera docenza in Medicina Operatoria, con una pregevole monografia “sulla resezione del fegato”. Assunse l'incarico di chirurgo primario della Congregazione di Carità di Perugia e la cattedra di Medicina Operatoria all'università di Firenze.
Intanto nel 1913, in seguito a pubblico concorso, divenne direttore e chirurgo primario dell'Ospedale di Chiari, dopo essere risultato primo ex aequo in concorsi per chirurghi degli Ospedali di Brescia, di Cremona, di Cagliari. Fu inoltre chirurgo a Palazzolo, Adro, Iseo e Rovato dove promosse, specialmente a Iseo, la creazione di “modernissime sale operatorie”.
Nella prima guerra mondiale fu impegnato dapprima come chirurgo di un gruppo mobile a Plava e poi, sempre come chirurgo, all'ospedale della Croce Rossa Italiana di Chiari, portandolo a 250 posti letto. Qui, insieme a Giuliano Vanghetti, organizzò e diresse un reparto di plastica cinematica per i mutilati, visitato da missioni chirurgiche inglesi, americane e francesi. Sulla protesi cinematica è stato scritto: “È gloria della moderna Chirurgia Italiana fiorita sotto il bel cielo toscano; sorta con Giuliano Vanghetti il geniale medico di Empoli, messa in pratica per la prima volta da Ceci di Pisa e poi da altri, ma soprattutto applicata su vasta scala e propagandata da Augusto Pellegrini”.
Nel 1927 gli venne consegnato un premio della Società Ortopedica, nel 1930 gli fu conferito il diploma di Medaglia d'Oro per benemerenza nel campo scientifico e patriottico, nel 1946 è nominato Socio onorario della Società Italiana d'Ortopedia e Traumatologia e nel 1947 membro della Società Internazionale di Chirurgia di Chigaco.
È stato il primo, sin dal 1905, a descrivere quella lesione del lato interno del ginocchio, caratterizzata da una ossificazione del legamento, che porta il suo nome. Un nome che è legato anche alle “ossificazioni postraumatiche pararticolari” descritte per primo dal Pellegrini e che per molti anni passarono a torto sotto il nome di Kohler-Stieda. Riconosciutogli tale merito, oggi in trattati moderni di Patologia e Clinica Chirurgica si parla di malattia Pellegrini-Sieda o meglio di malattia di Pellegrini.
È stato tra i primi a sostenere fino al 1930 la necessità dell’esame “a vuoto” nelle affezioni addominali acute e a descrivere numerosi casi di Sodoku, una malattia provocata dal topo, riscontrata in provincia di Brescia.
Si dedicò inoltre con assiduità alla formazione professionale delle infermiere e delle crocerossine. Nel panorama editoriale collaborò con varie riviste e particolarmente note sono le ventisei pubblicazioni da lui scritte, ancor oggi fonte di citazione di molti trattati di Chirurgia e Plastica Cinematica.
Non va dimenticato che Augusto Pellegrini, oltre che un attivissimo ed entusiasta chirurgo ortopedico, è stato appassionato e provetto agricoltore, propugnatore della tabacchicoltura e della frutticoltura estensiva; ricevette inoltre numerosi premi durante gli anni della “battaglia del grano”.
In onore del Direttore e Chirurgo Primario professor Pellegrini, la cittadinanza di Chiari gli dedicò un busto, posto nel salone d’ingresso dell’Ospedale Mellino Mellini.
Deceduto l'11 giugno 1958, è sepolto nella tomba di famiglia, presso il Cimitero di Chiari.

 

Mino Facchetti