ù 5 Ottobre 1862 - 5 Ottobre 2012 - Chiari, città da 150 anni - DON LUIGI RIVETTI

DON LUIGI RIVETTI

Don Luigi Rivetti nasce a Chiari il 14 agosto 1858 da una famiglia di modeste condizioni, ma di legami profondi e solidali, come dimostra il bellissimo rapporto ch'egli costruisce fino alla morte con il fratello Giovanni, tipografo-editore in Chiari, e con la sorella Orsolina.
Il 2 aprile 1881 viene ordinato sacerdote ed inviato in cura d'anime a Rudiano. In riva all'Oglio rimane pochi mesi, perchè nella primavera dell'anno successivo mons. Giovanni Battista Rota, prevosto di Chiari, lo chiama tra i suoi collaboratori e gli affida il compito di assistente della Società dei Giovani, una delle prime forme di associazionismo cattolico fiorite in Italia nella seconda metà dell'Ottocento.
Il 21 novembre 1884 don Rivetti, sempre su indicazione del Rota, sostituisce don Bartolomeo Tosini alla direzione della Biblioteca Morcelli e della Pinacoteca Repossi: per 44 anni svolgerà con passione, competenza ed intelligenza questo prestigioso incarico.
All'indomani della sua morte, un anonimo cronista del Popolo di Brescia annotava: "Qui in Biblioteca, Egli riposava il suo spirito scevro da ogni pensiero di interesse, tutto assorto nella contemplazione del bello, del giusto, rivivendo con gli spiriti grandi; qui meditava, compulsava codici e volumi d'archivio, si dilettava nello studio di libri d'arte, annotava ogni dettaglio delle preziose stampe della Pinacoteca, incisioni, ricordi e lavori artistici, sempre guida cortese e preziosa ai visitatori, di cui parecchi illustri, che ne restarono ammirati".
Nel 1886 don Luigi Rivetti iniziava la sua attività di pubblicista con un saggio su papa Gregorio VII, apparso sul Bollettino della Gioventù Cattolica Italiana di Roma.
La sua opera di ricercatore appassionato, di storico rigoroso, di polemista agile e graffiante continuerà ininterrottamente fino alla sua morte.
Mons. Paolo Guerrini in un cenno biobibliografico sul Rivetti, curato nel 1928 per l'Archivio storico lombardo, elencò una quarantina di studi e monografie che interessano personaggi, istituzioni e memorie, per lo più di Chiari.
Luigi Rivetti scriveva con uno stile semplice, nitido, a tratti piacevole, spesso venato d'ironia; uno stile che ancor oggi rende agevole e gradevole la lettura delle pagine rivettiane.
Le sue monografie e le sue note sparse su numerose riviste illuminano e completano l'opera fondamentale del suo amico e maestro Giovanni Battista Rota, che ne “Il Comune di Chiari” del 1880 aveva posto i fondamenti della storiografia clarense.
Don Luigi fu anche apprezzato corrispondente dei quotidiani locali: La Voce del Popolo, fin dai primi numeri, Il Cittadino, La Sentinella, Gioventù Italica e altre pubblicazioni storiografiche.
Scriveva in italiano, in dialetto bresciano, bergamasco e veneto e le sue firme erano programmatiche, come Pax, o ironiche, come Giupì dè Ciàre, a seconda dell'argomento e della situazione.
Nel 1892, all'inizio della prepositura clarense di mons. Giacomo Lombardi, a don Luigi Rivetti venne assegnato l'incarico di Direttore dell'Orfanotrofio Maschile, per i cui ospiti nutriva una predilezione speciale e "dove si dedicava con amore paterno alla istruzione, educazione e benessere degli orfani, facendo anche elargizioni sue e procurandone di rilevanti".
Una passione ed una dedizione così tenera e totale da far esclamare ad uno dei ragazzi del Conventino, sulla bara di don Luigi: "Per la seconda volta restiamo orfani!".
Nel 1993 il prete clarense diventò segretario della Società Operaia Cattolica, una delle forme di aggregazione solidaristica attraverso la quale la Chiesa clarense affrontava le gravi problematiche poste, anche a Chiari, dalla seconda rivoluzione industriale e dalla relativa questione sociale.
L'anno successivo il Rivetti fondava la Biblioteca Popolare Circolante, attorno alla quale riuscì a coagulare numerose forze giovanili e gli intellettuali più aperti della comunità clarense.
Pur fiero delle sue certezze e rigoroso nell'ortodossia della fede, don Luigi Rivetti non disdegnò di coltivare amicizie anche tra le schiere laiche.
Di alto profilo culturale era il sodalizio che egli strinse con il filosofo e senatore Bernardino Varisco, con il professor Francesco Bonatelli e con il magistrato Giorgio Sommi Picenardi.
Di particolare intensità, alimentata soprattutto dal comune interesse per la storia clarense, fu l'amicizia con Pietro Maffoni, avvocato e pubblico amministratore clarense di ispirazione zanardelliana.
Dalla Biblioteca Popolare Circolante don Rivetti seppe far nascere interessanti iniziative pastorali, destinate a crescere e a durare: oltre alla diffusione della "Buona Stampa", vale la pena di ricordare una discreta attività editoriale che portò alla pubblicazione ed alla diffusione non solo dei lavori del Rivetti stesso, ma anche di altre coraggiose iniziative di promozione religiosa, culturale e civile.
Sempre nel 1894 don Luigi Rivetti affiancava Giuseppe Tovini e gli altri pionieri del solidarismo cattolico bresciano nella direzione del Comitato Diocesano dell'Opera dei Congressi.
Iniziava così in lui la maturazione di una scelta civile e politica, che nel giro di poco tempo lo porterà ad assumere incarichi di una certa responsabilità nell'amministrazione pubblica clarense: assessore alla Pubblica Istruzione dal 1896 al 1900, presidente del consiglio d'amministrazione dell'Ospedale Mellini, membro della Congregazione di Carità, della Commissione del Cimitero e dei comitati di gestione di vari enti di beneficenza.
Amministratore dal rigore cristallino, seppe anche essere uomo politico appassionato e combattivo: memorabile resta la sua battaglia del 1904, condotta a suon di manifesti, volantini, riunioni e comunicati stampa, per l'insegnamento della Religione Cattolica nella scuola e contro il laicismo esasperato dell'amministrazione "democratica", che governava Chiari con il sostegno delle forze repubblicane, massoni ed anticlericali.
Anche nell'amministrazione della parrocchia dei santi Faustino e Giovita il Rivetti fece la sua parte, quale fabbriciere di santa Maria e delle chiese sussidiarie.
A Chiari non c'è opera di interesse civile o religioso, sorta o ripristinata tra il 1890 ed il 1928, che non rechi l'impronta di don Rivetti.
A lui, tra l'altro, si devono il restauro di numerose tele nel Duomo di Chiari, il rifacimento della Macchina delle Quarantore, la ricostruzione della chiesa campestre di S. Martino e l'edificazione della chiesa dedicata alla Sacra Famiglia, al Ricovero.
Il suo interesse per la storia e per l'arte, caratterizzato sempre da entusiasmo e da lucidità, gli valsero anche la nomina a Regio Ispettore dei Monumenti e Documenti del Circondario (1914), a membro dell'Ateneo di Brescia (1919) e a Cavaliere della Corona d'Italia (1925).
Don Rivetti visse con particolare intensità il suo esser prete e rivolse la sua testimonianza soprattutto verso i giovani.
Mons. Domenico Menna, clarense, figura di spicco nella Chiesa bresciana nella prima metà di questo secolo, lo definì il sacerdote catechista.
È una definizione bella e precisa, perchè don Rivetti fu un educatore, per vocazione. Le adunanze che egli convocava al Circolo sant'Agape diventavano conversazioni fluide, appassionate, magari condotte in dialetto, ma che servivano ad impostare correttamente i problemi, a chiarire i dubbi e ad illuminare le verità, non solo in campo religioso.
Il dottor Fausto Cadeo, uno dei giovani d'Azione Cattolica educati dal Rivetti, nel 1932 scriveva: "Don Luigi sentì altamente il dovere di dar materia di letture adatte ai suoi giovani. Si fece indefesso diffusore della buona stampa e fondò con sacrifici personali, di cui nessuno seppe mai la misura, la biblioteca circolante di cui era fiero di annunciare ogni anno i progressi sia nel numero dei lettori che dei libri.
Don Luigi non fu mai un piagnone dei mali sociali, né un vano laudator temporis acti, ma, spirito fattivo, curò sempre di opporre libro a libro, giornale a giornale, propaganda a propaganda.
Egli personalmente si dedicò di sera in casa sua all'insegnamento elementare e a non pochi analfabeti guidò la mano e insegnò a compitare il sillabario; lavoro umile, paziente, ch'Egli nascose nelle mura domestiche e di cui pochi sapevano.
Inoltre Egli conosceva le misere condizioni dei contadini e appena ebbe sentore che il grande pioniere della moderna agricoltura - il marchese Solari - lanciava e predicava idee nuove sulla rotazione dei cereali, sui sovesci delle leguminose (che venivano interrate per alimentare il terreno, n.d.r.), sui fertilizzanti chimici, si mise in relazione epistolare con lui e propugnò fra i suoi giovani le nuove esperienze.
Don Luigi preparò i giovani anche nei doveri civili e quando le lotte politiche ed amministrative minacciarono, con l'istruzione laica e con il progetto del divorzio, la moralità sociale, Egli insegnò ai suoi giovani a non vendere e mercanteggiare i voti e seppe mirabilmente inquadrarli in modo da predire con esattezza numerica la vittoria elettorale; tanto che i suoi metodi, legalissimi ed onesti, furono imitati anche dai cattolici di Brescia. (...)
L'influenza del Circolo Cattolico nella formazione della personalità e del carattere dei giovani fu grande, con particolare riferimento all'opera sacerdotale svolta in più di quarant'anni da Don Rivetti.
Ci risparmiamo prove, che è facile cogliere dalla viva voce dei giovani, che dai campi di battaglia, nella guerra 1915-18, gli scrissero 1350 lettere".
Il sacerdozio don Rivetti lo visse anche nelle lunghe ore passate in confessionale nella cripta di sant' Agape; nell'assistenza, quotidiana e discreta, ai poveri ed ai sofferenti; nella fuga da ogni forma di vanità o di potere clericale.
"Don Luigi Rivetti era cordiale, socievole, amava la conversazione semplice, con gli amici, nella sua casa di via Valmadrera, e la domenica sera era felice di trovarsi alla "Sala" (così era chiamata la sede del Circolo, sul viale Mazzini), fra i giovani, per la partita.
Sempre pronto ad un paterno consiglio o ad un amichevole suggerimento, non fece mai sfoggio con gli inferiori della sua cultura, fu schivo di ogni manifestazione che potesse richiamare l'attenzione sulla sua persona, tanto, che quando gli furono offerte da parte del Circolo sant'Agape le insegne di Cavaliere, si dovette farlo di sorpresa perchè non sfuggisse".

La sera di sabato 24 marzo 1928, don Luigi Rivetti moriva, al termine di una breve e dolorosa agonia.
Il lento e lugubre suono delle "calandre" si mescolò tristemente alla pioggia che scende greve e uggiosa.
Ai suoi funerali, celebrati il 28 marzo, vi fu una partecipazione popolare straordinaria, "una vera apoteosi, tanto più significativa perchè spontanea e davvero unanime".
Quando alcuni giorni prima - vista l'irreparabile piega che la malattia, improvvisa e violenta, aveva preso - il fratello Giovanni si era assunto l'onere pietoso di introdurlo al pensiero della morte imminente, don Luigi in un impeto di passione e di coraggio che gli eran congeniali, aveva esclamato: "Non ho paura io della morte! Potevate dirmelo anche prima".
Il corpo di don Luigi Rivetti riposa nel cimitero clarense, presso la cappella dei sacerdoti.
Il busto marmoreo è stato scolpito dall'artista clarense Pietro Repossi e l'epigrafe latina è stata dettata dal professor Pier Giuseppe Lancini, che del Rivetti fu amico, allievo e successore alla direzione della Biblioteca Morcelli.
A don Luigi Rivetti Chiari ha dedicato una via e non ha mai smarrito la sua memoria.

Bibliografia (Da una scheda di mons. Paolo Guerrini in Archivio storico lombardo, 1928).

1 – SAN GREGORIO VII E ARRIGO IV. Discorso storico nel Bollettino Soc. Gioventù catt. ital. di Roma, 1886, n. 3 e 5.

2 - QUATTRO EPIGRAFI INEDITE DI S. A. MORCELLI con due iscrizioni latine dedicatorie al novello sacerdote Don Orazio Paruta. Chiari, tip. Buffoli, 1894, pp. 4 in -8°.

3 - ODE MORCELLIANA: Tutela celestium patronorum ex viso cognita in onore dei Santi Faustino e Giovita. Brescia, tip. A. Luzzago, 1898, pp. 8 in -8°, con epigrafe latina dedicatoria al novello sacerdote Don Domenico Menna.

4 - LA NUOVA DENOMINAZIONE DELLE VIE DI CHIARI. Brescia, tip. Luzzago, 1901, pp. 48 in -16° (Bricciole di storia patria I).

5 - A PROPOSITO DEL MONUMENTO NAZIONALE A GIUSEPPE MAZZINI. Appunti storici - nel giornale La Voce del Popolo, dicembre 1901, gennaio-febbraio 1902.

6 - SEI EPIGRAFI MORCELLIANE INEDITE, con epigrafe latina dedicatoria al novello sacerdote D. Luigi Canesi. Chiari, G. Rivetti,
1903, pp. 8 in -8°.

7 - DI VIRGILIO BORNATO (o Bornati) viaggiatore bresciano del secolo XV. Firenze, tip. Galileiana, 1904, pp. 16 in -8° (estratto dall'Archivio storico italiano, 1904, serie V vol. 33, pp. 156-171).

8 - BREVI MEMORIE INTORNO A DON PAOLO BEDOSCHI PREVOSTO DI CHIARI. Chiari, G. Rivetti, 1904, pp. 16 in -16°, con ritratto.

9 - CHIARI: CENNO STORICO con ill. - in Illustrazione Bresciana n. 57, 1 novembre 1905.

10 - IL CONVENTO DI S. BERNARDINO PRESSO CHIARI. Brescia, tip. Geroldi, 1906, pp. 8 in -8° con ill. (Bricciole di storia patria II, estr. dall'Illustrazione Bresciana n. 75, ottobre 1906).

11 - CINQUE EPIGRAFI INEDITE DI S. A. MORCELLI con iscrizione latina dedicatoria al novello sacerdote D. Stefano Goffi. Chiari, tip. Rivetti, 1906, pp. 4 in -8°.

12 - LA BIBLIOTECA MORCELLIANA E LA PINACOTECA REPOSSI DI CHIARI. Brescia, tip. Geroldi, 1907, pp. 8 in -8° (Bricciole di storia patria III, estr. dall'Illustr. Bresciana n. 84, 16 febbraio 1907).

13 - UNA CRONICHETTA INEDITA DEL SECOLO XVIII (1796-1814). In Illustr. Bresciana n. 95, 1° Agosto 1907.

14 - IL CIMITERO DI CHIARI. Brescia, tip. Geroldi, 1908, pp. 12 in -8° con illustr. (Bricciole di storia patria IV, estr. dall'Illustr. Bresciana n. 106, 15 Gennaio 1908).

15 - ODE LATINA INEDITA DI S. A. MORCELLI con iscrizione latina dedicatoria al novello sacerdote D. Antonio Novi. Chiari, tip. Rivetti, 1908, pp. in -8°.

16 - LA BIBLIOTECA MORCELLIANA, con indice descrittivo dei codici e dei manoscritti. Forlì, L. Bordandini, 1909, pp. 31 in -4° (estratto dal vol. XIV degli Inventari dei manoscritti delle Biblioteche d'Italia; cfr. recensione in Brixia Sacra 1910, p. 96).

17 - LA VISITA DI S. CARLO A CHIARI. Brescia, tip. Apollonio, 1910, pp.33 in -8° (Nuove bricciole di storia patria V, estr. da Brixia Sacra 1910, pp. 153-185).

18 - IL CONVENTO DI S. BERNARDINO - nel numero unico In memoria, per l'ingresso dei Benedettini nel convento di S. Bernardino di Chiari. 10 luglio 1910, pp. 6-9, con ill.

19 - L'OSPEDALE MELLINI DI CHIARI (1665-1910). Chiari, G. Rivetti, 1911, pp. 47 in -8° con ill. (Bricciole di storia patria VI).

20 - LA TORRE DI CHIARI (1757- 1912). Chiari, G. Rivetti, 1912, pp. 27 in -8° (Bricciole di storia patria VII).

21 - LA SCUOLA DEL S.S. SACRAMENTO DI CHIARI (1500-1807). Pavia, tip. Artigianelli, 1912, pp.39 in -8° (Bricciole di storia patria VIII, estr. da Brixia Sacra 1912, pp. 122-135 e 147-167).

22- VIAGGIO FORTUNOSO DI UN PRETE BRESCIANO A ROMA nel 1650-52, in Brixia Sacra a. IV, 1913, pp. 32-37.

23 - IL PIU' ANTICO STATUTO DEL CAPITOLO DI CHIARI, MCDXXX. Pavia, tip. Artigianelli, 1914, pp. 13 in -8° (Bricciole di storia patria IX, estr. da Brixia Sacra 1914, pp. 58-68).

24 - IL SANTUARIO DELLA B. V. DI CARAVAGGIO PRESSO CHIARI. Pavia, tip. Artigianelli, 1915, pp. 24 in -8° con ill. (Bricciole di storia patria X, estr. da Brixia Sacra a. VI, 1915, pp. 137-155).

25 - NOTE CLARENSI. Pavia, tip. Artigianelli, 1917, pp. 10 in -8°(estr. da Brixia Sacra a. VIII, 1917, pp. 36-43).

I. La Biblioteca Morcelliana nel primo centenario della sua fondazione (1817-1917) - II. La Pinacoteca Repossi.

26 - ARTISTI CHIARESI. Pavia, tip. Artigianelli, 1917, pp. 60 in -8° (Nuove bricciole di storia patria XI, estr. da Brixia Sacra a. VIII, 1917, pp. 80-89, 121-148, a. IX, 1918, pp. 3-17, 41-49).

27 - FRA PAOLO BIGONI DA CHIARI DEI SERVI DI MARIA (1409-1510) - in Brixia Sacra a. IX, 1918, pp. 104-106.

28 - IL CONVENTO DI S. BERNARDINO IN CHIARI. Note e documenti, Pavia, tip. Artigianelli, 1920, Brescia, ed. Brixia Sacra, 1919, pp. 52 in -8° con ill. (Nuove bricciole di storia patria XII, estr. da Brixia Sacra, a. X, 1919, pp. 50-64, 86-102, 171-178).

29 - L'AZIONE DEL CIRCOLO S. AGAPE A CHIARI NELLA GRANDE GUERRA 1915-1918. Chiari, G. Rivetti, 1919, pp. 32 in -8° con ritratti.

30 - LA CHIESA PARROCCHIALE DI CHIARI. Note di storia e d'arte. Chiari, G. Rivetti, 1920, pp. 95 in -8° con ill. (Nuove bricciole di storia patria XIII).

31 - STEFANO ANTONIO MORCELLI. Note biografiche (1737-1821). Brescia, tip. Geroldi, 1920, pp. 94, in -8° con ill.

32 - LA CHIESA DI S. ORSOLA E LE ORSOLINE DIMESSE A CHIARI, in Brixia Sacra, a. XI, 1920, pp. 59-63).

33 - LA SCUOLA DEL S. ROSARIO E LA CHIESA DI S. MARIA MAGGIORE DI CHIARI. Pavia, tip. Artigianelli, 1921, pp.47 in -8° (Nuove bricciole di storia patria XIV, estr. da Brixia Sacra a. XII, 1921, pp.81 -92, 113-1271, 165-173, 194-204).

34 - LE DIMESSE A CHIARI E LA CHIESA DI S.ORSOLA. Pavia, tip. Artigianelli, 1923, pp.29 in -8° (Nuove bricciole di storia patria XV, estr. da Brixia Sacra a. XIII, 1922, pp. 121-132, 153-167).

35 - DUE PATRIOTI CLARENSI. GIOVANNI MAFFONI E PAOLO BIGONI. Brescia, tip. Figli di Maria, 1923, pp. 14 in -8° (estr. dal volume I cospiratori bresciani del 1821 nel centenario dei loro processi pp. 553-565). (Nuove bricciole di storia patria XVI).

36 - LE QUADRE DI CHIARI. Comunicazione fatta all'Ateneo di Brescia. Brescia, tip. Figli di Maria, 1925, pp. 14, in -8° (estr. dai Commentari dell'Ateneo del 1924, pp. 197-208).

37 - L'ORFANOTROFIO MASCHILE DI CHIARI. Note storiche. Chiari, G. Rivetti, 1925, pp. 14 in -8° (Nuove bricciole di storia patria XVIII).

38 - LE DISCIPLINE DI CHIARI, in Brixia Sacra, a. XVI, 1925, pp. 28-35, 81-89, 113-126. (Nuove bricciole di storia patria XVII-XIX).
I. La Disciplina di S. Maria Assunta detta del Bianco. II. La Disciplina del S.S. Nome di Gesù, detta del Rosso. III. La Disciplina di S. Pietro Martire, detta del Nero.

39 - LA NUOVA DENOMINAZIONE DI ALCUNE VIE DI CHIARI. Chiari, G. Rivetti, 1927, pp. 147 in -8° (Nuove bricciole di storia patria).

 

Mino Facchetti