ù 5 Ottobre 1862 - 5 Ottobre 2012 - Chiari, città da 150 anni - GIOVITA RAPICIO

GIOVITA RAPICIO

Giovita Ravizza o Rapicio nacque a Chiari il 15 febbraio 1476 da famiglia agiata e frequentò le scuole pubbliche di Chiari, sotto la guida dell'umanista Giovanni Olivieri.
A 17 anni era già ripetitore di latino e greco nella stessa scuola, con uno stipendio annuo di 30 ducati.
Dal 1449 insegnò a Caravaggio e nel 1508 venne chiamato a dirigere le scuole di Bergamo.
Nel 1523 gli fu offerto l'incarico di pubblico lettore a Vicenza, con uno stipendio annuo di 150 zecchini.
Per Venezia dettò le norme per l'istituzione delle scuole in ogni sestiere, norme approvate dal Senato della Serenissima il 28 marzo 1551.
Il 6 marzo 1538 chiese la cittadinanza a Brescia e, nonostante l'opposizione dei clarensi, l'ottenne. Sicchè nel suo testamento del 23 maggio 1552 dispose di essere sepolto a Brescia nella chiesa di san Nazaro.
Morì il 16 agosto dello stesso anno, mentre vedeva la luce, per la tipografia Giunta, una raccolta di opere di Virgilio da lui curata.
Contrariamente alla sua volontà, i funerali furono solennissimi ed il nobile veneziano Giovanni Battista Ramusio fece un pubblico elogio dell'umanista clarense.
Tra le opere principali di Giovita Rapicio si ricordano Circa modum erigendi scholam (Come istituire una scuola); De scholarum instauratione (Sull'istituzione delle scuole) e De numero oratorio (L'armonia del ben parlare).

 

Mino Facchetti