ù 5 Ottobre 1862 - 5 Ottobre 2012 - Chiari, città da 150 anni - ISIDORO CLARIO

ISIDORO CLARIO

Taddeo Cucchi nacque a Chiari attorno al 1497, da sconosciuta ma onesta famiglia, e fu battezzato con il nome di Taddeo.
Allievo del poeta latino Angelo Claretto, all'età di vent'anni decise di entrare nel monastero dei Benedettini di Parma, dove cambiò il nome in quello di Isidoro.
Dopo la professione dei voti, proseguì gli studi concentrandosi sulla Sacra Scrittura e i Santi Padri.
Nella fase preparatoria del Concilio ecumenico di Trento, papa Paolo III pensò di raccogliere in Roma i più rinomati teologi, al fine di approntare una Congregazione propedeutica al Concilio stesso. Tra questi studiosi vi era Isidoro Clario.
Nel 1537 fu eletto priore del monastero di Pontida e, in seguito, di quello di santa Maria di Cesena.
Ciò non gli impedì di proseguire con lo studio filologico della Sacra Scrittura, tant'è che una sua correzione della versione Volgata fu edita a Venezia nel 1542, creando stupore e contrarietà, al punto da essere inclusa fra i libri proibiti dalla III regola dell'Indice.
Soppressa in seguito la prefazione incriminata, il libro fu libero di circolare dal 1557.
Nel 1547 il Pontefice Paolo III lo aveva comunque nominato vescovo di Foligno e lo volle tra i Padri del Concilio di Trento, dove impressionò per le due orazioni tenute, al punto da essere ritenuto “oracolo”.
Di animo caritatevole, nel 1550, con le entrate del vescovato istituì la compagnia di san Martino, per l'accoglienza e la cura dei poveri e dei malati della città.
Morì a Foligno il 28 maggio 1557.
Un suo ritratto a olio è conservato presso la sacrestia del Duomo di Chiari.

 

Mino Facchetti