ù 5 Ottobre 1862 - 5 Ottobre 2012 - Chiari, città da 150 anni - MONS. GIUSEPPE ROVETTA

MONS. GIUSEPPE ROVETTA

Monsignor Giuseppe Rovetta, nato a Castenedolo il 15 ottobre 1861 da una famiglia assai modesta, ancor giovanissimo entrò in Seminario e sotto la giuda di mons. Pietro Capretti fece rapidi progressi tanto che a 21 anni, avendo già concluso gli studi teologici, in attesa dell’ordinazione, fu scelto tra i primissimi come prefetto al collegio “Arici”.
Il 7 giugno 1884 fu ordinato sacerdote e venne destinato come coadiutore nella parrocchia di Palosco, dove la permanenza fu breve, perché nel 1890 fu nominato canonico a Chiari.
L’attività di don Rovetta a Chiari fu varia e vasta.
Organizzò e diresse l’Oratorio del Sacro Cuore ed esercitò il suo apostolato soprattutto tra i giovani, dai quali era circondato da stima ed affetto. Era inoltre un ottimo oratore e si interessava ai problemi sociali: a Chiari continuò e ingrandì molteplici opere di azione cattolica in campo economico e sociale.
Il 26 dicembre 1897 fondò una delle prime leghe di resistenza sorte in Italia in campo cattolico: “La Lega di difesa degli interessi operai con sezione femminile di mutuo soccorso”.
Nel 1903 per le sue doti sarcedotali, la sua cultura ed energia fu designato abate di Montichiari. Rimase lì solo sei anni, ma si distinse per il suo spirito d’iniziativa.
Il 29 maggio 1911 venne nominato vescovo di Cassano all'Jonio. Il soggiorno in Calabria e la notevole attività svolta gli procurarono una salute cagionevole ed il primo attacco di apoplessia. La prima crisi del suo male lo colse mentre si godeva un po' di riposo a Chiari. Non riuscendo a rimettersi in salute, rinunciò alla sede di Cassano e il 16 dicembre la Santa Sede lo trasferì ad Efesto quale vescovo titolare.
Mons. Rovetta, nella speranza di rimettersi, continuò così la sua sosta a Chiari, di cui si sentiva ormai cittadino effettivo. Visse ancora 13 anni, dedicadosi alla parrocchia e, allorché l’infermità lo costrinse a rinunciare a qualsiasi attività, continuò la sua donazione nell’apostolato della preghiera e della sofferenza.
Morì il 3 marzo 1933, dopo lunga sofferenza.
Fu sepolto nel cimitero di Chiari, precisamente nella cappella centrale del Clero, dove nel primo anniversario della morte fu collocata una lapide commemorativa ornata dal suo stemma episcopale.

 

Mino Facchetti