ù 5 Ottobre 1862 - 5 Ottobre 2012 - Chiari, città da 150 anni - SANTA MARIA PARVA

SANTA MARIA PARVA

Anticamente era chiamata santa Maria parva (piccola), per distinguerla dall'adiacente, splendida basilica di santa Maria maggiore; successivamente assunse il nome di Disciplina del Bianco: è la chiesa di santa Maria Assunta, un gioiello di architettura religiosa incastonato in un diadema di edifici sacri, che costituiscono il gruppo di chiese adiacenti a santa Maria maggiore, in Chiari, e che sorgono sul più antico luogo di culto della nostra città.
Dell'oratorio di santa Maria parva si hanno notizie nella seconda metà del XV secolo, allorquando, dopo l'insediamento dei frati Minori Osservanti, detti popolarmente zoccolanti, nel convento di san Bernardino a nord della cittàa, comparvero le monache del Terz'Ordine, una congregazione di terziarie francescane.
"Ma forse il loro spirito declinò troppo presto" scrive lo storico clarense don Luigi Rivetti: il 30 agosto 1501, infatti, si tenne in Chiari un consulto di autorevoli religiosi locali, che comminarono numerose sanzioni canoniche alle monache indisciplinate.
"La misura severa - sottolinea il Rivetti - se fece qualche impressione su quelle monache, fu impressione di breve durata": infatti nel 1530 il Capitolo dei Frati Minori tenutosi a Pianengo, in quel di Crema, decretava il loro allontanamento dal convento clarense.
Ma quelle monache ostinate tennero duro, fino a quando, gli zoccolanti di san Bernardino decisero lo sgombero forzato dell'edificio, che venne destinato a sede del Monte di Pietà: era il "doi octobrio 1542".
Nel volger di poco tempo la chiesa di santa Maria piccola cambiò nuovamente destinazione e sembra che il Comune di Chiari l'abbia utilizzata come caserma delle "cernide", una specie di milizia comunale.
Protestò il prevosto Giovita Cogi e nel 1580, ai tempi della visita pastorale di san Carlo Borromeo, "la gessola domandata S. Maria piccola" era passata all'uso liturgico e sociale del Disciplini del Bianco.
Era questa un'antica confraternita sorta a Chiari agli inizi del Quattrocento con lo scopo di divulgare la venerazione alla Beata Vergine Maria. Vestiti con la lunga zimarra bianca - da ciò il nome della confraternita - i Disciplini del Bianco si ritrovavano nel nuovo oratorio per le varie azioni liturgiche ed anche per altre attività.
Dagli Atti della visita del Borromeo si evince, ad esempio, che nella chiesa vi era un unico altare, sul quale si officiava solamente in tempo di Quaresima; che nella parte superiore dell'edificio sacro vi era un deambulatorio in legno ad uso delle consorelle, una stanza in cui i confratelli si raccoglievano a flagellarsi ed un altro locale in cui il cappellano dava lezioni di "humanas litteras" ai fanciulli clarensi.
In visitatore apostolico fa anche accenno a strane usanze, come quella del giovedì santo in cui i confratelli si trovavano nella Disciplina per mangiare, celebrando così la "giobia santa (giovedì santo) in memoria di la santissima cena fatta dal signor nostro gesù christo alli discepoli suoi ed anchor in segno di umiltà si lavano li piedi l'un l'altro et fanno arrostire doi agnelli il giorno di pascha". Queste cene comuni, fatte inizialmente con molta devozione, avevano poi varcato i limiti della discrezione e furono pertanto vietate.
La Disciplina possedeva anche 26 piò di terra, alcune case adiacenti a santa Maria parva e due legati di Messe. Era retta da un Priore, da un Vicepriore e da un Maestro dei novizi; aveva un Tesoriere, tre Procuratori, due Infermieri, due Assistenti al banco ed un Sacrestano. Le cariche sociali venivano rinnovate ogni anno la prima domenica dopo san Martino. I disciplini avevano inoltre un sepolcro comune nella loro chiesa.
Nel 1730 la Confraternita del Bianco decise di ristrutturare ed ampliare la chiesa: venne edificato un coro capiente; fu collocato un nuovo altare in marmo, con una muta di candelieri in rame argentato e lavorato a sbalzo; fu sistemata nell'abside una bella tela raffigurante l'Assunzione, racchiusa in una preziosa soasa in legno intagliato e dorato; vennero infine commissionati ad autore ignoto i dieci quadri ovali, raffiguranti vari momenti della vita della Madonna, ora conservati in santa Maria maggiore.
Nel settembre 1797 - il 9 vendemmiale anno II della "Libertà italiana", per esser precisi - anche la Disciplina del Bianco cadeva sotto la mannaia giacobina e cessava di esistere. Nel periodo di massimo splendore napoleonico, inoltre, le confraternite furono private di tutti i beni e soppresse, ad eccezione della Confraternita del Santissimo Sacramento.
Il prevosto Morcelli pensò allora di far confluire l'associazionismo cattolico maschile in essa e il 5 luglio 1807 circa cento uomini clarensi si riunivano nella chiesa di santa Maria Assunta, rivestiti di camice bianco e di mantelletta azzurra, per dar vita alla nuova confraternita, dotata di nuove Costituzioni e di nuova dirigenza.
Nel 1854 i disciplini decidevano di far risanare il vicolo che divideva la basilica di santa Maria maggiore dall'antichissima chiesetta di san Lorenzo, detta "dei Morti", e di trasformarlo in un ampio e decoroso corridoio che conducesse alla loro chiesa.

 

Mino Facchetti